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6 aprile 2017

Incontro tra lettori appassionati


Appuntamento fisso tra lettori appasionati e non generalmente ogni 1° mercoledì del mese in Biblioteca alle ore 21.00.
Si parlerà di libri: di quelli che sono rimasti impressi, di quelli che hanno colpito, di quelli consigliati o di quelli decisi insieme al gruppo il mese precedente.
Se anche a te appassiona la lettura o se vuoi semplicemente ascoltare, vieni a trovarci!

Prossimo incontro mercoledì 3 maggio alle ore 21.00 in Biblioteca.
Libro proposto"La cosa buffa" di Giuseppe Berto

Una passione misteriosa e ingovernabile si impadronisce di un ragazzo di provincia e di una ragazza di buona famiglia, entrambi studenti universitari. I due protagonisti vengono trascinati in un’alternanza di esaltazione e disperazione, di appagamento e frustrazione, incapaci ormai di controllare i propri stati d’animo. La “cosa buffa”, nient’altro che l’amore, li domina completamente con i suoi dubbi, le sue incertezze e gli inevitabili ostacoli. Con quest’opera Giuseppe Berto scrive un vero e proprio romanzo di educazione sentimentale, in cui riecheggia la prosa ricca e travolgente che ha incantato i lettori del Male oscuro. ________________________________________________________________________________________________________________

Molti anni fa lessi una frase di Marcel Proust che mi parve subito assai bella, ma, per dire la verità, anche un po' eccessiva. Era il periodo in cui, come scrive il poeta Giorgio Caproni, la vita s'avverte in modo più intenso: "Oh, altezza / mai più raggiunta dal fuoco del cuore".
Le parole di Proust, allora, mi sembrarono troppo lontane da quel "fuoco del cuore". Dicevano: "Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiamo vissuto intensamente quanto quelli che crediamo di aver perduto senza viverli, i giorni trascorsi in compagnia di un libro molto caro".

E' passato parecchio tempo e quelle parole mi sono tornate spesso alla mente con un sapore sempre più intenso di verità. Non perchè il "fuoco del cuore" abbia attenuato le sue fiamme, che sarebbe una ragione troppo biografica e un po' scontata; piuttosto, perchè la lettura tende con gli anni a diventare una specie di doppio dell'esistenza, anzi, un concentrato di esistenza raramente eguagliato, per intensità, nell'ordinario scorrere delle giornate.

Ho letto molti libri, alcuni per intero, altri parzialmente. Qualcuno l'ho tralasciato dopo le prime pagine, qualche altro l'ho detetestato. Con l'esperienza ho imparato, credo, a riconoscere i libri che mi piacciono, i soli che valga la pena di leggere per davvero.
Diceva Franz Kafka: "Se il libro che stiamo leggendo non ci colpisce come un soffio di vento nel cranio, perchè annoiarsi leggendolo?... Un libro dev'essere l'ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi".

A dispetto di questa mia lunga esperienza, se dovessi ripondere alla domanda del perchè si legga, la ribalterei cominciando dalla domanda opposta: perchè si scrive?

(Corrado Augias - "Leggere")


 
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